Sentire l’aria

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Sentire l’aria

In un giorno qualsiasi sul finire dell’inverno, la luce aranciata del tramonto intaglia il profilo di Andrea. Un ragazzo alto, forte, il sorriso virginale di chi si affaccia fiducioso alla vita. Sta appoggiato ad un grosso bastone – la cana; indossa un vecchio gilè, sibila precisi ordini ai cani che lo affiancano. Sullo sfondo, in basso, la pianura biellese puntellata di fabbriche e case i cui tetti rilucono silenziosi e distanti. Intorno a lui, un centinaio di pecore brucano l’erba di un poggiolo circondato da sempreverdi e rovi. Gli ultimi raggi di sole filtrano come spilli dagli abeti e illuminano lo sguardo del giovane: oggi è felice.

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Andrea ha scelto di fare il pastore su e giù per il Biellese, lontano dai riti collettivi dell’adolescenza e dai rumori della società ma sorretto da una famiglia moderna che, insieme a lui, vede nella vita all’aria aperta e nel contatto con gli animali una chiave per capire l’esistenza, una via per diventare Uomo.

Andrea dice che solo così, vivendo dentro una natura che cura, può fare sue le parole che gli lasciò suo nonno poco prima di morire, quando durante le lunghe passeggiate per boschi della Valle Elvo gli diceva di “sentire l’aria”.

Sul finire del 2008, Manuele Cecconello, Claudio Pidello e Andrea Taglier si sono messi sulle tracce di Andrea con le loro videocamere e macchine fotografiche per documentare un anno di vita all’aria aperta. “Sentire l’aria” vuole essere un viaggio per immagini e suoni dentro al segreto che lega un ragazzo alla solitudine dei pascoli.